Il Mais, un prodotto gastronomico tipico degli USA

Mais

Il mais è basilare nell’alimentazione americana, ingrediente di svariate preparazioni, diventato un pilastro anche della cultura e dell’economia degli USA

"We are stardust / We are golden / And we got to get ourselves back to the garden" (Siamo polvere di stelle / Siamo d'oro / E dobbiamo fare in modo di tornare alla terra).

Così cantava Joni Mitchell nel 1970 nel suo inno intitolato "Woodstock", immortalando quel senso di connessione ancestrale con la Madre Terra condiviso dalle persone durante gli anni d'oro del movimento controculturale. Se però Mitchell avesse prestato più attenzione alla rivoluzione agricola americana che imperversava nel Midwest dopo la seconda guerra mondiale, probabilmente avrebbe cantato: "Siamo amido di mais, siamo d'oro".

Il mais gioca un ruolo di spicco nella catena alimentare statunitense, ergendosi a testimone dei radicali cambiamenti che hanno interessato l'agricoltura locale nel corso degli ultimi 60 anni. Alcune analisi svolte su frammenti di pelle e capelli di Americani hanno individuato una maggiore presenza di carbone con la firma isotopica del mais. Nel 2008, poi, un'analisi che ha interessato i fast food di tutti gli Stati Uniti ha scoperto che il 93% della carne analizzata derivava dal mais, o meglio, proveniva da mucche o pollame interamente alimentati con granoturco.

Il mais fa parte della storia degli USA

Il mais, in origine una pianta tipica dell'America Centrale, venne coltivato per la prima volta circa 10 mila anni fa. I primi coloni europei fecero la conoscenza di questa coltivazione grazie alle popolazioni indigene e iniziarono subito a sfruttarla come fonte di sostentamento per l'espansione nel Far West. Fu però grazie alla sua adattabilità all'agricoltura meccanizzata, che iniziò a fiorire negli anni Cinquanta, che il mais, conosciuto anche come granoturco, divenne uno dei protagonisti della tavola americana. Oggi, il mais è il prodotto agricolo più diffuso in gran parte del Midwest: le coltivazioni occupano 96 milioni di acri, quasi dieci milioni di acri in più rispetto alla superficie della Germania. Questa monocoltura ha trovato il modo di radicarsi profondamente nelle abitudini alimentari moderne degli Americani.

Le pannocchie mature assolvono a una miriade di usi: sotto forma di farina, amido, colorante, sciroppo, olio vegetale da cucina e persino come cera vegetale per lucidare e rendere più invitante la frutta in vendita. Il mais è un ingrediente che si trova in tutti gli alimenti, dalle bevande gassate e dalla birra agli alimenti confezionati come le crocchette di pollo, le creme per caffè e le zuppe. Si stima che dei 45 mila prodotti in vendita in media nei supermercati americani, più di un quarto contenga mais sotto forme diverse.

Il mais fa parte anche della cultura USA

L'onnipresenza del mais, però, non si limita solo alla tavola, ma si riscontra anche nella lingua parlata. Negli anni Trenta, i cataloghi di semi inviati agli agricoltori del Midwest riportavano alcune vecchie barzellette, di quelle che fanno sorridere più che ridere a crepapelle. Queste battute sul granoturco, pensate appositamente per un pubblico più rustico, finirono per diventare per tutti una forma di umorismo semplice e sentimentale. Fu così che il termine inglese "corny" (smielato), derivato da "corn" (mais), entrò a far parte del vocabolario. Nel suo studio sulla dieta statunitense intitolato Il dilemma dell'onnivoro (2006), Michael Pollan scrisse che "il grande punto di svolta nella storia moderna del mais può essere fatto risalire con sufficiente precisione al 1947, anno in cui una grande fabbrica di Muscle Shoals, in Alabama, smise di produrre munizioni per dedicarsi ai fertilizzanti chimici". Pollan sostiene che il mais era la coltivazione ideale per compiere questo passaggio a un'agricoltura moderna più intensiva e fu proprio da allora che esso iniziò a prosperare.

Il mais è un importante “ingrediente” dell’economia degli Stati Uniti

Oggi, gli Stati Uniti non sono solo i principali produttori di mais al mondo, di cui esportano il 20% del raccolto, ma anche i maggiori consumatori: se nel 1920 un acro produceva oltre 500 kg di mais, oggi arriva a produrne più di 5 mila. Con l'aumento della produttività si è trasformato anche il territorio degli Stati Uniti medio occidentali conosciuto ora come Midwest Corn Belt: si scorge solo qualche staccionata e poco altro oltre all'oceano di mais che si estende a perdita d'occhio.

Ma nonostante sia adattabile e ampiamente utilizzato nel settore alimentare (dai dolcificanti per bevande fino all'olio per friggere il pollo), sotto sotto il mais è un cibo semplice e onesto. Indipendentemente dal suo utilizzo, il mais è un ingrediente che rimanda ai piaceri e al calore domestico. Sono numerose le ricette tradizionali che lo servono come crema, zuppa o sotto forma di "corn dogs" (una variante dell'hot dog composta da una salsiccia avvolta in un impasto di farina di mais e venduta su dei bastoncini), oppure all'interno del porridge di mais, un piatto a base di farina gialla tipico della cucina meridionale. Nessuna ricetta può però superare il piacere di mangiare insieme agli amici le pannocchie appena colte, cotte al vapore, in acqua bollente o alla griglia e cosparse di burro. Oppure quando i piccoli chicchi sfrigolano nell'olio bollente, per poi essere salati e consumati come pop corn davanti a un altro pilastro della cultura statunitense: un film di Hollywood.

Dimenticatevi l'apple pie, non esiste niente di più americano del mais.

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